Angela Lo Passo
( Francavilla Marittima )
38 ) Normali sospensioni
Non resta che l’azzurro a nascondere il soleSenza i colori della notte
E sospesa una canzone riprende le sue note
Che riempiono il tempo più delle ore.
Esisto. / Respiro.
39) Volo a bassa quota/ Non sono Ulisse I
So che posso seguire la forza dei miei desideri
Che è facile aspettare il giorno dopo la notte
Ma che non sempre posso guardare in faccia il mio nemico
Vorrei tornare al tempo della ragione
Ai momenti che non si facevano ore
Alla ricerca della strada da percorrere
e non fissata dalle consuetudini
Ma il solo desiderio non basta per lasciare la via
e incominciare il percorso
che non ha indicazioni o segnali
e che a volte s’incrocia con altri sentieri
Vorrei allora riprendere il volo
Che rimane a bassa quota
Perché le vertigini stordiscono
e mi fanno perdere la rotta
Verso il ritorno.
40) Non sono Ulisse II
Le isole circondate d’azzurro
Non riflettono i sogni delle notti lunari
Quando il sole sbiadisce e porta con sé i vapori
L’aria è sempre più vuota di suoni
Ed i pensieri riprendono il ritmo del tempo
Il ricordo allora si fa più sottile
e penetra tra le piaghe che ricominciano a sanguinare
Le voci dei compagni non sono che echi lontani
Indistinti ma presenti
E la barca sta sull’arenile
con i remi abbandonati sul fianco
Ci sarà qualcuno che ha ancora la mappa?
Le stelle non impallidiscono
No
Si sforzano di offrire la luce
mentre sfiorano appena l’acqueo bollore Il nocchiero indolente non indica la rotta Terrorizzato dal nulla che si apre indistinto
Non sono Ulisse
A che serve tornare?
41) Non sono Ulisse III
Le vele spiegate
si alternano vaporose e gonfie
Come campane di vento
girate verso l’orizzonte
Che strana euforia provoca il ritorno!
Si affollano i sogni - agirò, parlerò, racconterò storie nuove-
Mentre intravedo la terra
Ci sarà il tempo per cercare nuovi complici
Protagonista io, ancora di una storia inventata
Nel frattempo tu mi aspetterai esitante
(chi sono io per te?)
Ma ci sarai
E diventerai tu la mia eternità
Mi volto ed improvvisa l’acqua m’inonda
Ritorna il mio volto a guardare le case
Mi sembra che l’ancora non si sia mai levata
E che l’isola di Circe sia dietro lo scoglio
Un viaggio non ha bisogno di farsi avventura
Quando aspetti che il corpo viva il suo tempo
Ed il cerchio si chiude sulle vecchie speranze
Sono tornato senza partire
ed è questo il mio sogno/luogo.
3) Sentirti figlia
Sei nata da sola
Come me
Hai attraversato il moto peristaltico della vita
Per riuscire a gridare
Quanta eroica fatica e quale vano sforzo
Affermare la propria dignità di essere
E lottare un’intera esistenza
per ricercarla e difenderla!
Io e te
Un mondo in precario equilibrio / Ma pur sempre un mondo
4) Tu sei la madre
Quando ti guardo vivo l’angoscia del tempo
Di quella forza ingorda che ti strappa via la gioia
Ti lascio invecchiare
Ti vedo invecchiare
Eppure tu ci sei
Ferma e statica
Ieratica immagine dell’impassibilità del tempo
Non fai mai domande
Tu sei la madre
Al di là di ogni cosa/tutto
Vivi nella sorda certezza che non c’è altro
Che sei il tutto
Sei l’inizio e la fine
Sei la vita che nasce dalla vita
Sei la morte che non aspetta la morte
C’eri ci sei e ci sarai
Il tempo non ti fa paura
Tu sei la madre
A me invece pesano gli anni che non sono passati
Rimango figlia
E per te non ho la voce più rauca
I fianchi più pingui
Le rughe più dolorose
Tu sei la madre
E di madre in madre io sarò eterna figlia
Invocando dal tempo
La pietà degli anni
Che passino finalmente lasciando il segno
Così che niente sia vano
Ed il peso si trasformi in ricchezza
E la madre torni figlia
E la figlia diventi madre
Nel lento scorrere dei giorni
Nell’affollato ammassarsi dei ricordi.
7) L’uomo del domani
In mezzo a rovine di cose
A tempeste di storie
recitate a rilento
A grovigli di corpi
commisti a pezzi di natura
A pianti di vite
interrotte e lacerate
In mezzo a tanta sconfortante
assenza di senso
la vita degli altri scorre / Perché c’è poco da dire e molto da fare
Non è altro che pensieri e sudori
l’analisi del corso del tempo
che invece di andare “verso” va “contro”
Non è altro che lacrime e noia
la riflessione spietata della costruzione
vacua ed inutile
di una storia lontana dal senso dell’uomo
Ma dov’è chi dovrebbe essere e non è?
Forse tra i pianti del commosso spettatore
indolente
Che guarda passare le immagini
di un se stesso nascosto
o
perduto.
18) Fermate quella mano
L’orrore è poca cosa
Quando il silenzio è colpevole
Lacrime sbiadite
dietro la luce rarefatta del televisore
L’abitudine spegne la sana indignazione
E non rimane che l’attesa
Di una nuova notizia…
Eppure era un bambino.
24) Gioco in rima
Lunare espansione della tiepida notte
Assomiglia così poco il tuo silenzio al mio
Da lontano ululati che si rincorrono e lotte
Nulla può distogliere l’attenzione dal brusio
Non cerco spiegazioni a questa rinata armonia
È solo il desiderio che questa notte sia mia
Lo voglio, lo grido ed è come respirare di nuovo
Chiudo gli occhi, non rifletto e solo di questo mi giovo
Mi affaccio davanti a questa rinata sintonia
Mi abbacino, esulto e resto ferma, incosciente
È voluta, è sentita questa ricerca del niente
Del mondo che sa che tutto il resto è follia.
28) Noi siamo in due o in tre o … SIISSIMO!
Viene da lontano quest’ansia d’incontrarti
Comunque ti cerco accanto ai sentieri già percorsi
Ed aspetto di ritrovarti dietro l’ansa del fiume
lontano dai rumori del passato
ed in attesa della melodia del presente
Scorrono insieme ai miei pensieri
i desideri di frasi corrisposte
di sentimenti riaccesi
Ed il sonnolento inerpicarsi della faticosa salita
non mi distoglie dall’ansia di viverti
Non mi aspetto di incontrarti felice
ma più dubbiosa di ieri
In modo che il tuo sussurro sia simile al mio
E sia facile parlarti senza pronunciare suoni fidandomi solo che il tuo cuore rinasca ogni giorno come il mio.
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