Bonifacio Vincenzi
( Francavilla Marittima )
IL COLLO DELLA RESA
D’altro avrei voluto parlarti,
forse della voce del silenzio
o della distanza che allontana
dai passi degli assenti.
Ma vi furono contrattempi
nell’abusiva enfasi dell’erranza
e di specchio in specchio
il doppio richiamo della speranza
spingeva ad inseguire
la traccia sonora
della vecchia canzone del cuore.
Ritorno, è vero, dopo secoli
di fughe, da sconfitto,a offrirti
il collo della resa.
C’è nella pupilla inaridita
la sequenza d’altre vite.
Non mi aspetto assoluzioni
né condanne: la mia anima è felice
nella gabbia dove grida.
CASE SILENZIOSE
Case silenziose restano chiuse
al tuo bussare lento, stanco.
Ripassare, ogni tanto, è una disperazione:
nessuna paura o altro, solo un’emozione
grande al ricordo delle perdute stanze.
No, i canti non turbano il sonno
e le passate immagini sono da tempo
fari spenti. Invecchiati ormai
sono i bambini; forse morti erano già
prima di nascere. Forse morti, chissà,
morti della primavera o dell’età.
Di ogni gioco si è perduto il sapore.
Non un grido resta, non una gioia,
ma cascate bianche di pensieri stanchi.
OMBRE NELLA NOTTE
Un pugno di pensieri da seppellire
dove ti pare, anche nel mare.
Vecchi marinai, sogni lontani:
una fisarmonica suona nei porti
della notte, sotto la luna.
Donne e bambini ballano la tarantella
ma sono ombre, sono nulla.
Un pugno di nostalgia, un albero
disegnato sul vecchio diario
di un bambino morto.
Per rinascere bisognerebbe morire
una sola volta.
LA TRAMA DI UNA STORIA
Una nuova impronta si cancella
nella parte scomoda del cuore
mentre i pensieri perlustrano
le dimore delle assenze
e un altro grido si dissolve
nel risucchio insostenibile del tempo.
S’allenta il nodo del silenzio
e nell’emozione che perdura
un fiume di pensieri
travolge l’alba che mai vide chiara
l’insistente lusinga del futuro.
Volteggiano le ore nell’assopimento
dei furori: è la pace dei sogni,
quella che ti cerca quando dormi,
a lievitare l’intimo candore
che risplende negli amori
sbocciati in teneri abbandoni.
Non ha clamore la voce intrappolata
nei ritagli del passato:
certi gesti accendono rimpianti
e non serve dissotterrare
promesse tradite per placare
l’angoscia di un tempo che non sa tornare.
Ci si stringe nel domani
aspettando ciò che la vita ci lascia
sperare ed è già tanto
guadagnarsi la trama di una storia
nell’ansia che tradisce ogni giorno la memoria.
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