Giacinto Licursi
( Farneta )
CERCO UNA STELLA
Non so se è la sabbia del deserto
O il sole che mi acceca o mi abbaglia
Non so se scolpire un viso di donna
Non so se è il profumo delle zagare o delle rose
Che mi stordisce e mi uccide!
Non berrò l’acqua torbida di rivi gonfi di odio e miseria umana.
CERCO
Cerco un raggio di sole
Un filo d’erba
Un fiore
E un’ape che vola
La notte
La tempesta
La pioggia
La neve
Cerco una stella con gli occhi di cerbiatto.
Cerco un vecchio Dio che guarda l’orizzonte e il tramonto
Verrà la danzatrice con la lunga falce.
UN AMORE
Ora che tutto è finito
Che tutto è morto
E sento odore maleodorante di cadaveri putrefatti:
ora posso dire che mi sei appartenuta
che mi appartieni!
Si, appartieni a quell’ amore fatto di stelle e di lune
Di baci e di tenerezze
Di sussurri e di grida
Ora si che posso chiamare mitico quell’ amore
LE CHIMERE
Come un fulmine i tuoi occhi
A disegnare nuovi orizzonti
Esplosione di luci negli abissi
Nel sogno il pianto
Rivedo dileguarsi ombre malate
Le Chimere
Anime morte.
RESTERANNO LE ROSE
(a Dino Campana a Sibilla Aleramo)
Lo spumeggiare tempestoso del mare
Bianco vestito di sposa
Che fu di un amore lontano nel tempo
Baciarti…baciarti
Danzando
E la melodia di Dino e Sibilla
Raccolgo petali di rose e lacrime
Di sangue
Compongo mosaici d’amore
Fatti di petali
Che furono che sono che resteranno.
ILLUMINAZIONI
E’ l’alba del tuo sogno
Della tua vita il primo vagito
Anelito di libertà
Umiltà allo specchio dell’immenso
Snoda le tue trecce dorate
Ci sarà ancora amore nel mondo!
Arcobaleno di colori
Azzurri come il rumore del mare.
AD HARIF
Harif, i giudici ti hanno condannato,
senza pietà!
E Arzada? E i tuoi sette figli?
Pena severa allo zingaro senza fissa dimora!
Harif con la fisarmonica fa ballare i topi!
La sentenza dura della Corte.
Harif,è inutile piangere!
Giustizia è fatta.
Harif, non sentiremo più le melodie della tua fisarmonica
Nei tram notturni di Roma.
Il vento accarezza la tua cella,
leggero profumo di orti e città
leggero profumo di libertà.
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