Sara Salerno
( Montegiordano )
La mia antica terra
Su un vascello dipinto di blu / come il mare
aprirò un sipario
con lo sfondo
di voli e di fiori.
Fra il luccichio
delle onde
giocherò con filigrane
sotto riflessi di sole.
Nell’intramontabile
evasione del pensiero
andrò a cercare
la mia antica
terra.
Avrai
Avrai mille anni.
I tuoi bambini raccoglieranno
conchiglie sulla spiaggia:
sotto orme di cavalli bianchi
raccoglieranno pietre di luna.
Avrai configurazioni d’acquerelli
ed estro di poeta,
fioriere di meteore
con gli steli recisi dal vento.
Avrai forzieri di labelli
per la pioggia dei giorni nuziali
e il riverbero del sole e della luna
fra i capelli.
Avrai vedute oceaniche
e frasari di verità;
avrai la libertà delle tue parole
e dentro il cuore
una sorgente di pace.
Città del sole
Là si frantumano gli specchi;
non rimane che la tua
immagine vera
pronta a rincorrere farfalle
vestite d’arcobaleno.
La cenere affonda
tra l’erba così verde
e tu, dimentica del dolore,
risali il presepe sulla collina.
Rinasce un tempo
dove un soffio d’ali
riporta l’azzurro
e il fuoco della luna
tinge le messi abbandonate
alle carezze antiche.
Là le dimore si colorano di rose,
la terra di trifoglio.
Sarà facile amare
quando le danze s’intrecceranno
ad accogliere il tramonto.
Donna di Sarajevo
Piccola sposa di guerra
col tuo vestito bianco
appeso sulla cenere.
Donna mai stata bambina
oggetto di giochi crudeli.
Madre dal cuore trafitto
Al vento gridi
il nome di tuo figlio.
Infinite parole
Ascoltami,
ho ancora tante storie
da raccontare.
Non rendere inutile,
o quasi indifferente,
la pace del tramonto,
il gioco dei colori
e l’ombra che s’insinua arcana
sui calici dei crochi.
Guardami,
ai rintocchi sommersi mi piego
offrendo i miei baci
al silenzio che mi rode,
ma inevitabilmente
continua a generare voli
al mio pensiero.
E quando più nessuno mi ascolta,
poichè offro inutili parole,
insegnami allora
a decifrare il soffio del vento
e lo stormire delle foglie,
a possedere il segreto del respiro
e la memoria del tempo.
Io seguirò il ritmo dei sensi
incorruttibili al contagio della terra,
al profumo del mare.
Capirò la maturità del pensiero,
l’immensità del dolore.
E potrò bere finalmente
grappoli di stelle
da quelle pupille tristi
per farne ancora
tante storie da raccontare.
Rimani in me
per dirmi che la mia solitudine
la invento per preghiera
e che senza di te
sono arida cosa
nel tentativo di riempirmi la bocca
d’infinite parole.
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